Capita

a cura di Florinda Barbuto

La persona che ha il massimo controllo
è colei che può cedere il controllo.

F. Perls

Capita

Capita. Capita a tutti, una volta, di solito di più, a volte di rado, a volte più di frequente.

Capita.

Capitano quei momenti in cui sei veramente giù. Quei momenti in cui le difficoltà ti sembrano troppe e le gioie troppo poche.

Capitano quei momenti in cui quei ricordi che hai cercato di mandar via per tanto tempo riaffiorano con forza e prepotenza e ti chiedono di essere risolti una volta per tutte.

Capita.

Capitano quelle volte in cui guardi il tuo diario, la tua agenda, il tuo specchio. E vedi che le tue rughe sono sempre lì, ogni giorno di più, e sempre più irrisolte. Quelle rughe stropicciate che si formano sulla fronte, ai lati delle labbra, sul contorno degli occhi. E non sono quelle rughe date dalla vita che, per fortuna, scorre. Sono rughe di tristezza e disappunto. Sono rughe, come quelle sul tuo diario, che ti ricordano che gli obiettivi che speravi di aver ormai raggiunto sono ancora lì nelle pagine dei buoni proposti del prossimo lunedì.

Cosa c’è che non va in me

Lo so, ne sono certa. Se non l’hai detto, l’hai pensato. E anche più volte.

Cosa c’è che non va in me?

Lo so, perché è quello che tutti noi ci chiediamo quando qualcosa non va.

Quando qualcosa non va nella nostra vita ci chiediamo subito cosa non va in noi. Cosa abbiamo di sbagliato.

Mentre tutti, intorno a noi, sembrano felici, risolti, soddisfatti. O almeno meno sofferenti e problematici.

Ti svelo un segreto. Tienilo stretto.

Non c’è nulla che non va in te. gli altri sono così felici e risolti come tu pensi.

Ognuno di noi combatte quotidianamente e per lo più in silenzio le sue piccole o grandi sfide.

E la domanda giusta da porsi non è “Cosa c’è che non va in me?” bensì “Cosa posso fare di diverso per raggiungere un risultato diverso?”.

Piccole e grandi montagne da scalare

Ognuno di noi nella sua vita si trova ad affrontare delle piccole e grandi sfide.

Il percorso da attraversare è fatto di piccole sofferenze, a volte ahimè di grandi traumi.

A guardare, bene, per fortuna, anche tanti, tantissimi sorrisi, se diamo loro la possibilità di sbocciare sul nostro volto.

Quello che accomuna tutte le esperienze, belle o meno belle che siano, è il fatto che comunque si tratta sempre di piccole o grandi montagne da scalare.

Ma, allora, che fare

Per fortuna o per sfortuna non c’è una risposta unica per tutte le sfide.

A volte si tratta di mettere meglio a fuoco i propri obiettivi.

Talora occorre un percorso che ci consenta di elaborare i nostri traumi.

Altre volte, è utile arricchire la propria “cassetta degli attrezzi”, per imparare nuovi modi di affrontare le sfide che la vita ci pone.

Vince chi molla

Qualunque sia la sfida da affrontare, qualunque sia l’obiettivo da perseguire, c’è un invito, che mi piace accompagnare con le parole di Niccolò Fabi: “Vince chi molla”.

…Per ogni tipo di viaggio
Meglio avere un bagaglio leggero
Distendo le vene
E apro piano le mani
Cerco di non trattenere più nulla
Lascio tutto fluire
L'aria dal naso arriva ai polmoni
Le palpitazioni tornano battiti
La testa torna al suo peso normale
La salvezza non si controlla
Vince chi molla…

N. Fabi

Cosa vuol dire mollare

Mollare vuol dire aver il coraggio di aver paura.

Vuol dire avere la forza di mollare le vecchie modalità che non hanno portato i risultati sperati.

Significa osare essere incoerenti, rinunciando alle vecchie convinzioni e certezze.

Mollare vuole dire avere il coraggio di sognare, sperare, desiderare che domani sarà diverso.

Vuol dire fidarsi e affidarsi, agli altri come a se stessi.

Significa accettare di non poter controllare tutto e abbandonare l’illusorio tentativo di controllare gli eventi della vita, comprendendo che possiamo solo gestire quello che di volta in volta essa ci propone.

…Lascio andare la mano
che mi stringe la gola
Lascio andare la fune
Che mi unisce alla riva
Il moschettone nella parete
L'orgoglio e la sete
Lascio andare le valigie
I mobili antichi
Le sentinelle armate in garritta
A ogni mia cosa trafitta
Lascio andare il destino…

N. Fabi

Cinque piccoli suggerimenti finali

1. Ricorda: non c’è nulla che non va in te.

2. Se la strada che continui a percorrere non ti porta verso le mete sperate, abbi il coraggio di provare strade nuove.

3. Non c’è nulla di male a chiedere aiuto: tutti ne abbiamo bisogno, tutti lo facciamo.

4. Abbi sempre fiducia: in te stesso, negli altri, nel futuro che ti aspetta.

5. Vince chi molla: non possiamo controllare il destino, solo orientare il timone.

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Ho una malattia si chiama fantasia: porta quasi all'eresia è considerata pazzia…
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