La sofferenza mentale è una bestia subdola.
C’è sicuramente un problema grosso a livello giovanile,
amplificato dai social e da un contorno che non aiuta.
Un mese sembra andare tutto bene,
quello dopo cadi nel buio.I genitori di Nicolò (Fonte: Il messaggero)
Le iniziative no-profit per il fundraising di fitPsy
fitPsy da alcuni anni porta avanti iniziative no-profit per il fundraising, con l’obiettivo di trasformare la solidarietà in strumenti concreti di sostegno. Il nostro impegno si rivolge soprattutto alle realtà più vulnerabili, per sostenere percorsi di autonomia e di risposta efficace alle loro sfide.
Il primo progetto ha permesso l’acquisto di macchine per cucire professionali destinate alla realizzazione di un laboratorio di sartoria a Watamu in Kenya.
La nuova raccolta fondi è dedicata a un tema altrettanto urgente: la salute mentale dellə giovani e la prevenzione del suicidio, fenomeni che purtroppo mietono sempre più vittime. Particolare attenzione è rivolta al sostegno della comunità LGBTQIA+, perché la realtà già complessa dei giovani è resa ancora più delicata dall'appartenenza a una minoranza che è esposta a condizioni di maggiore vulnerabilità, isolamento e discriminazione.
L’iniziativa nasce in memoria di Nicolò Fraticelli che, a soli 21 anni, ha deciso di lasciarci. Lui e la sua famiglia sono amici di vecchia data, persone straordinariamente ordinarie: questo ha reso la notizia ancora più difficile da comprendere, ricordandoci come tutti possiamo essere Nicolò, sua madre, suo padre, suo fratello. Ad un anno dalla sua scomparsa ci uniamo così alla sua famiglia e alle loro iniziative per ricordarlo, a partire dal libro "Nicolò sono io" e al sito web a lui dedicato nickfraticelli.it.
Chi è Nicolò Fraticelli
Nicolò era un ragazzo appassionato di cinema, con tanti progetti davanti a sé. Parlava del suo futuro, del lavoro che avrebbe voluto fare, del cortometraggio che stava preparando. Era un ragazzo allegro, sorridente, creativo, sensibile e pieno di vita. Accanto a questo suo lato solare, però, c’era anche una parte più fragile, segnata dalle ferite del bullismo e dalla difficoltà a sentirsi davvero accolto per quello che era. Una sofferenza, un senso di solitudine che lo accompagnavano silenziosamente.
La sua famiglia lo ha sempre sostenuto con apertura, senza pregiudizi, cercando supporto professionale. Non era dunque un ragazzo “lasciato solo”, come invece alcuni articoli hanno voluto enfatizzare, parlando di una “richiesta di aiuto inascoltata, non colta”: un’interpretazione che, come abbiamo già evidenziato nell’articolo Nicolò Fraticelli: che il suo bisogno di pace ci insegni il rispetto, non corrisponde alla realtà.
Nei suoi video su TikTok, Nicolò non cercava pietà, cercava di esprimere se stesso, parlando apertamente della sofferenza, per trovare ascolto e dare voce a chi viveva la sua stessa condizione. Molti, però, non hanno compreso, o non hanno voluto comprendere, liquidando le sue parole come “vittimismo” e accusandolo di voler attirare attenzione. Questo forse è il punto più doloroso della sua storia: il bisogno di essere ascoltato è stato accolto, spesso, con indifferenza e crudeltà.
Salute mentale dei giovani e prevenzione del suicidio: uno sguardo attento alle comunità più fragili
Il racconto di Nicolò mette in luce una realtà che riguarda tantə giovani oggi.
La salute mentale rimane un terreno fragile, spesso avvolto da pregiudizi e silenzi. La nostra società continua a esigere standard di efficienza, produttività e perfezione che non lasciano spazio alla fragilità, soprattutto quella invisibile, quella che agisce in silenzio, logorando dall’interno e spingendo, nei casi più estremi, verso il suicidio.
Il suicidio, soprattutto tra i giovani, è oggi una delle emergenze più gravi di salute pubblica a livello globale. La prevenzione del suicidio giovanile deve diventare una priorità.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno oltre 700.000 persone nel mondo perdono la vita in questo modo, e i numeri sono ancora più preoccupanti fra lə giovani tra i 15-29 anni. Non è un gesto improvviso, sebbene spesso impulsivo; nella maggior parte dei casi è il risultato di una sofferenza profonda che non trova riconoscimento né spazi adeguati di ascolto.
La situazione è ancora più allarmante tra lə giovani LGBTQIA+: alla fatica tipica dell’età evolutiva, si sommano discriminazioni, pregiudizi e il timore di non essere accettatə. È bene ricordare che non è l’identità LGBTQIA+ in sé a generare sofferenza, ma le pressioni sociali, i contesti ostili e lo stigma che la circondano. Non sorprende, quindi, che moltə si trovino a vivere sentimenti di isolamento e incomprensione, condizioni che possono sfociare in disturbi psicologici come ansia, depressione o problemi legati all’alimentazione. Le statistiche parlano chiaro: lə giovani LGBTQIA+ presentano tassi di ideazione e tentativi di suicidio nettamente superiori rispetto allə loro coetaneə eterosessuali. Una realtà drammatica che richiama con forza la necessità di agire per costruire ambienti sicuri e inclusivi, diffondere maggiore consapevolezza sociale e garantire servizi di supporto accessibili e realmente efficaci.
In memoria di Nick: il nostro impegno
La storia di Nicolò Fraticelli ci ricorda che occuparci della salute mentale dellə nostrə ragazzə è un'urgenza concreta e non più rimandabile. Nicolò ha affrontato la sua battaglia personale con forza, sostenuto dalla famiglia e da professionisti. Eppure, non ha trovato lo spazio in cui vivere pienamente se stesso.
Ricordare Nicolò significa non solo dare una voce a tuttə coloro che lottano in silenzio, ma anche riconoscere la necessità di interventi più efficaci, strutturati e accessibili. Ne abbiamo discusso a La Pride Croisette, durante il talk “Essere se stess3. Salute mentale e identità nella comunità LGBTQIA+”, dove è emersa l’urgenza di politiche strutturali, formazione sanitaria adeguata, prevenzione mirata e spazi sicuri per garantire salute mentale e dignità.
Ma il cambiamento parte anche dal basso, attraverso iniziative, reti di sostegno e raccolte fondi capaci di offrire strumenti concreti alle comunità più fragili. Con fitPsy vogliamo dare continuità a questo impegno, per trasformare la storia di Nicolò e il suo bisogno di ascolto in azioni tangibili di prevenzione e sostegno.
La raccolta fondi: fitPsy per la salute mentale e la prevenzione del suicidio nellə giovani – in memoria di Nicolò Fraticelli
L’impegno di fitPsy si traduce in azioni concrete: la campagna nasce per contribuire alla sensibilizzazione sulla salute mentale e sulla prevenzione del suicidio, promuovendo percorsi di prevenzione e di cura accessibili per lə giovani e, in particolare, per le persone LGBTQIA+.
Ti invitiamo a donare e a condividere questa campagna, perché ogni gesto, piccolo o grande che sia, può contribuire a costruire una società più attenta, inclusiva e solidale.
Ogni contributo sarà utilizzato per sostenere iniziative di prevenzione, supporto psicologico e campagne di sensibilizzazione garantendo trasparenza e tracciabilità delle donazioni. Aiutaci a costruire una rete di sostegno concreta e inclusiva per lə giovani più fragili.
In quanto responsabile della raccolta fondi, ti terrò personalmente aggiornatə sull'utilizzo dei fondi raccolti.
dr.ssa Florinda Barbuto
Come donare
Ricordare Nicolò significa ricordare che nessuno dovrebbe mai sentirsi solə. Ogni contributo, ogni parola condivisa, è un passo verso una società più accogliente. Puoi aderire sul portale buonacausa.org; la piattaforma garantisce massima trasparenza e tracciabilità di ogni donazione.
Se hai altre domande puoi scrivere a [email protected]
Il tuo sostegno può fare la differenza per costruire comunità più forti, accoglienti e solidali in cui nessunə debba sentirsi solə ad affrontare le proprie fragilità.
Il Video di Nick presentato al Pride Croisette e il nostro video di ringraziamento per aver partecipato alla campagna di sensibilizzazione e fundraising
Con questo video si conclude la nostra campagna. Vogliamo ringraziare di cuore tutte le persone che hanno scelto di contribuire, sia partecipando alle attività di fitPsy il cui ricavato è destinato al fundraising, sia con donazioni dirette. I fondi raccolti sono stati donati ai genitori di Nicolò Fraticelli, alla cui memoria abbiamo dedicato la campagna. I fondi raccolti contribuiranno alla realizzazione di progetti legati a questa importante causa.
Il secondo video è quello con cui Chiara e Silvano hanno voluto raccontare loro figlio al Talk al Pride Croisette. Un video composto da sue foto e live sui social, compresa quella fatta il suo ultimo giorno. Un video che, a differenza di quelli in cui urla la sua sofferenza, mostra quello che si vedeva più spesso: un volto sorridente, un inno alla vita, uno sguardo pieno di speranza e di progetti per il futuro.
