Musica e Psicologia: il significato dei brani di Sanremo 2025 di Fedez, Lucio Corsi e Simone Cristicchi

a cura di Florinda Barbuto

"Battito" di Fedez, "Volevo essere un duro" di Lucio Corsi e "Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi: tre canzoni di Sanremo 2025 che ci parlano delle nostre fragilità

Da poco è calato il sipario su Sanremo 2025 e, come sempre, il Festival ha suscitato dibattiti, polemiche e riflessioni. Le canzoni, che iniziano a risuonare nelle radio, diventano ogni giorno più familiari e, spesso, l'apprezzamento del pubblico si distacca da quello che è stato deciso sul palco.

Voglio condividere con te alcune riflessioni su tre brani che si sono distinti per le tematiche profonde che affrontano. La musica ha, infatti, questa straordinaria capacità: chi la crea può raccontare storie, emozioni e vissuti; chi la ascolta, invece, può riconoscere parti di sé, trovando parole per ciò che non sapeva di cercare.

Come dice Fedez in "Battito": "Per ogni battito perso, c’è un vuoto nel petto", queste parole hanno il potere di toccare corde emotive profonde, colmando un vuoto che molti di noi riconoscono.

Quando le canzoni parlano di noi

La musica ha il potere di tradurre in note e parole le emozioni più profonde, quelle che spesso fatichiamo a esprimere. Tre brani presentati a Sanremo 2025 - "Battito" di Fedez, "Volevo essere un duro" di Lucio Corsi e "Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi - affrontano temi psicologici di grande importanza: il peso della salute mentale, il conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo apparire, e il dolore della perdita. Questi temi, oltre a rispecchiare il nostro vissuto emotivo, mettono in luce la necessità di chiedere aiuto psicologico e di intraprendere percorsi di psicoterapia.

"Battito" di Fedez: il cuore della fragilità

Per ogni battito perso, c’è un vuoto nel petto / che provo a riempire, ma poi non ci riesco.

Fedez porta sul palco una confessione senza filtri. Il suo brano racconta la lotta contro la depressione e l'ansia, il senso di smarrimento e la ricerca di un equilibrio che sembra sempre sfuggire.

Nel testo si fa riferimento alla fluoxetina, un antidepressivo comunemente usato nel trattamento dell'ansia e dei disturbi dell’umore. Un dettaglio che non è solo una scelta lirica, ma una dichiarazione potente: normalizzare il discorso sulla salute mentale è fondamentale, e l’invito implicito è quello di rivolgersi a uno psicologo o uno psicoterapeuta quando la sofferenza diventa troppo difficile da gestire da soli.

Moltə si riconoscono in questa canzone perché tocca un nervo scoperto della società contemporanea: la difficoltà di ammettere la propria sofferenza, in un mondo che chiede costantemente di essere forti, produttivə e impeccabili.

Il dolore mentale è invisibile, ma reale

Questa canzone mette in luce quanto sia difficile convivere con disturbi come l'ansia e la depressione, soprattutto quando si ha l'impressione di doverli nascondere per non essere giudicatə. Il riferimento ai farmaci può essere visto come un modo per normalizzare il loro utilizzo nei percorsi di cura, rompendo lo stigma che ancora esiste attorno alla salute mentale. La vulnerabilità non è una colpa, né una vergogna. Riconoscerla è il primo passo per affrontarla con il supporto di un analista o un gruppo di psicoterapia.

"Volevo essere un duro" di Lucio Corsi: la forza di mostrarsi fragili

Volevo essere un duro, ma ho troppa paura / e il cuore mi batte più forte di prima.

Lucio Corsi racconta un altro tipo di battaglia interiore: quella tra l’identità che ci viene imposta e quella che sentiamo dentro di noi. Il protagonista della canzone vuole apparire invincibile, insensibile, forte… ma si scontra con il proprio essere autentico, fatto anche di paura e sensibilità.

In una società che ancora associa la mascolinità alla durezza e al controllo emotivo, ammettere di avere paura è quasi un atto rivoluzionario. Il brano diventa così un inno alla vulnerabilità, dimostrando che essere sé stessə – anche con le proprie fragilità – è la vera forma di forza. Affrontare le proprie paure con il supporto di un psicologo o un psicoterapeuta permette di abbattere i muri interiori e superare le difficoltà relazionali.

Il mito della forza assoluta ci rende più deboli

Siamo cresciutə con l’idea che per essere forti bisogna reprimere le emozioni, ma la realtà è che questo atteggiamento spesso porta solo a frustrazione e isolamento. La canzone invita a rivedere il concetto di "duro": non è chi non prova emozioni, ma chi trova il coraggio di riconoscerle e affrontarle. Accettarsi per ciò che si è, senza forzarsi a rientrare in uno stereotipo, è il vero traguardo. Questo processo può essere accompagnato da terapia individuale o da un gruppo di terapia, dove condividere il proprio vissuto emotivo aiuta ad alleviare il peso delle proprie difficoltà.

"Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi: la memoria che si spegne

Ti insegnerò a camminare, a dire mamma e papà / come hai fatto tu con me, quando sarò grande e tu sarai piccola.

Cristicchi porta sul palco un brano di rara delicatezza, dedicato alla malattia di Alzheimer e al dolore che provoca nelle famiglie. Il testo racconta il ribaltamento dei ruoli tra unə figliə e una madre che, con l’avanzare della malattia, torna a essere come una bambina.

Il rapporto tra memoria e identità è un tema profondamente psicologico: chi siamo senza i nostri ricordi? E cosa succede a chi rimane, quando una persona amata si spegne lentamente davanti ai suoi occhi? Questo brano ci invita a riflettere su come affrontare il dolore della perdita, a volte anche quando la persona è ancora presente, e come la psicoterapia può aiutare a elaborare il lutto in modo sano, sostenendo i familiari durante il processo di malattia.

Affrontare la perdita mentre la persona è ancora presente

L’Alzheimer è una delle forme di lutto più difficili da elaborare perché il distacco non avviene di colpo, ma giorno dopo giorno. Chi assiste unə familiare malatə si trova a vivere una doppia sofferenza: da un lato l’amore per la persona che c’è ancora fisicamente, dall’altro il dolore nel vedere la sua identità dissolversi. Questa canzone dà voce a quel sentimento misto di amore, impotenza e malinconia che accompagna chi si prende cura di qualcunə che sta dimenticando tutto, persino sé stessə. Qui, l’intervento di un analista o un gruppo di psicoterapia può offrire supporto per affrontare il trauma emotivo derivante dalla malattia.

Dalla Musica alla Consapevolezza: riconoscere e affrontare le nostre fragilità

Queste canzoni ci ricordano quanto sia importante non ignorare ciò che proviamo. La fragilità è parte della nostra umanità, e riconoscerla ci aiuta a viverla meglio. L’importanza di chiedere aiuto psicologico è evidente in tutte queste storie, perché solo confrontandoci con professionisti esperti come psicologi o psicoterapeuti possiamo imparare a gestire e superare le difficoltà emotive.

Forse il primo passo per stare meglio è proprio questo: accettare che, a volte, il cuore batte forte perché ci sta dicendo qualcosa. Sta a noi imparare ad ascoltarlo, cercando il giusto supporto nel percorso di terapia psicologica.

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