La Sfida dei 50 Giorni: un nuovo inizio che stiamo costruendo in gruppo

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno.
Antonio Gramsci

Questo articolo parla di un gruppo di persone che ha deciso di provarci. Un gruppo che ha scelto di mettersi in gioco, ognunə con la propria storia, il proprio desiderio, le proprie paure e la propria voglia di fare un passo in avanti — anche piccolo, ma fatto con consapevolezza.

Sono le persone che hanno aderito alla sfida dei 50 giorni di fitPsy. Una sfida che non nasce per “performare”, ma per allenarsi alla presenza, alla cura, alla costanza.
E le risposte che sono state condivise raccontano esattamente questo: un gruppo di persone che vuole crescere, alleggerirsi, cambiare qualcosa dentro di sé, ritrovare equilibrio e fiducia.

Di seguito riportiamo una lettura collettiva delle risposte ricevute alla prima richiesta di condivisione: è un primo feedback che restituisce la direzione in cui ci stiamo muovendo e offre qualche indicazione utile per procedere.

Quali obiettivi avete scelto

Rileggendo tutte le risposte, gli obiettivi si dispongono spontaneamente in alcune direzioni comuni.

  • Crescita interiore e autostima: c’è chi vuole fidarsi di più di sé, allentare il peso del giudizio, ritrovare leggerezza.
  • Cura quotidiana e benessere personale: chi desidera nutrirsi meglio, meditare, leggere, uscire di più, smettere di bere.
  • Corpo, salute, energia: chi vuole ritrovare forma fisica, costanza nell’allenamento o un rapporto più equilibrato con il peso.
  • Studio, lavoro, organizzazione: chi vuole ridurre la procrastinazione, preparare esami, riorganizzare il proprio tempo e i propri spazi.
  • Relazioni e comunicazione: chi desidera essere più assertivə, più serenə, più centrato nelle dinamiche con gli altri.
  • Espressione personale e creatività: chi vuole tornare alla propria arte, dedicarsi a ciò che dà senso, ritrovare valore attraverso la creatività.

In fondo, ogni obiettivo racconta un bisogno comune: tornare a sentirsi allineati con sé stessi.

Cosa è emerso dalle prime risposte

Cosa ha guidato nella scelta dell’obiettivo

Chi ha deciso di partecipare lo ha fatto mosso dal desiderio di prendersi cura di sé, di conoscersi, di migliorarsi e di fare spazio nella propria vita. Non come imposizione, ma come un gesto di attenzione verso se stessə. Tra i bisogni più ricorrenti emergono equilibrio, fiducia, presenza, organizzazione, continuità e meno caos mentale. Spesso ciò che ci guida ha un impatto più profondo di ciò che scegliamo di fare.

Le difficoltà più comuni

Non siamo un gruppo “perfetto”: siamo un gruppo umano, e come tutti incontriamo ostacoli. Tra le difficoltà più condivise ci sono la gestione del tempo, la discontinuità, la fatica nel mantenere un ritmo regolare, la mancanza di motivazione, la paura di fallire, l’incertezza su come iniziare e le distrazioni quotidiane. Spesso le sfide riguardano più la relazione con se stessə che l’obiettivo in sé. Ed è proprio per questo che la sfida dei 50 giorni può aiutare: ci insegna a concentrarci sul processo, non sulla perfezione.

Le risorse che già abbiamo

Nessuno parte da zero. Ciascunə porta con sé motivazione, strumenti di organizzazione già sperimentati, desiderio di confronto, abitudini iniziali da consolidare e la capacità di ripartire dopo un rallentamento. La sfida non consiste nel diventare qualcunə altro, ma nel valorizzare ciò che è già presente e permettergli di crescere giorno dopo giorno.

Cosa vogliamo che resti dopo questi 50 giorni

Al di là dei risultati, tuttə desiderano che resti qualcosa di più profondo: un’abitudine sana, fiducia in se stessə, un ritmo più calmo e presente, la cura costante di sé. Questo è il cuore della sfida, ciò che davvero vogliamo portare con noi anche oltre questi 50 giorni.

Una difficoltà trasversale: definire il vero obiettivo

C’è un punto che è emerso in modo molto chiaro leggendo tutte le risposte e confrontandosi con chi ha fatto fatica a definire la propria sfida.
Moltə hanno espresso l’obiettivo come risultato (es. “dimagrire”, “superare un esame”) oppure come attività (es. “camminare ogni giorno”, “studiare un’ora al giorno”).

È normalissimo cadere in questa confusione. Ma se impariamo a distinguere questi tre livelli, il percorso diventa più leggero, più gentile e più efficace.

I tre livelli fondamentali sono

  1. Obiettivo – ciò che vuoi fare con costanza per avvicinarti al risultato (es. studiare regolarmente, allenarti tre volte a settimana, seguire un piano alimentare).

  2. Risultato – ciò che auspichi accada come conseguenza (es. dimagrire, finire la tesi, superare un esame, correre 5 km)

  3. Attività – ciò che farai ogni giorno per realizzare l'obiettivo (es. camminare, studiare un'ora, meditare, scrivere, allenarmi)

Quando questi tre livelli si confondono, aumenta la pressione e diminuisce la chiarezza.

Un esempio concreto: prepararsi a un esame

  • Risultato: superare l’esame

  • Obiettivo: studiare in maniera costante / arrivare preparatə all'esame

  • Attività: leggere e ripetere ogni giorno, per esempio, 20 pagine

Perché questa distinzione è così importante?

Perché può capitare un giorno in cui non riesci a fare l'attività. E non significa che hai fallito: significa solo che devi ricalibrare l’attività, non abbandonare l’obiettivo, e soprattutto non giudicare te stessə.

Il risultato finale — passare o non passare l’esame — non dipende solo da te. Ma l’obiettivo sì, e si misura nel percorso, non nell’esito.

L’unica domanda utile è: “Cosa ha funzionato? Cosa posso aggiustare con gentilezza?”

La sfida non è un esame: è un laboratorio in cui sperimentarsi e migliorarsi.

Indicazioni generali per procedere nei prossimi 50 giorni

Per vivere bene questa sfida, può aiutare:

1. Chiarire l’obiettivo distinguendolo da risultato e attività: Ricordiamo che l’obiettivo è interno; il risultato è una conseguenza; l’attività è lo strumento.

2. Ridurre la scala delle azioni: Meglio 5 minuti fatti ogni giorno che 1 ora fatta una volta sola.

3. Semplificare: Una sola abitudine. Un passo alla volta. Un focus.

4. Accogliere i rallentamenti come parte del processo: Non servono per giudicarti, ma per conoscerti meglio.

5. Usare il gruppo come sostegno, non come confronto: Non siamo qui per fare paragoni, ma per accompagnarci.

Come proseguire la sfida

Le preferenze sono state varie:

  • c’è chi condividerà aggiornamenti regolari

  • chi preferisce leggere e trarre ispirazione

  • chi vuole partecipare ai momenti di riflessione 

  • chi parteciperà in silenzio, portando il percorso nella propria quotidianità

Ogni modalità è valida. Non esiste un modo giusto, esiste il tuo modo.

Rimarrà ovviamente la possibilità di parlarne nei nostri percorsi di psicoterapia individuale e di terapia di gruppo.

Siamo all’inizio, ma il percorso è già iniziato

Non cerchiamo la perfezione, ma la continuità.
Non cerchiamo risultati immediati, ma piccoli cambiamenti reali.
Non cerchiamo di dimostrare qualcosa a qualcuno, ma di essere presenti a noi stessə.

Questa sfida non è un test: è un modo per ricordarci che siamo capaci di cambiare, un gesto alla volta.

Siamo un gruppo, e stiamo iniziando insieme.
Il resto lo costruiremo giorno dopo giorno.

I prossimi passi

Siamo pronti ora per i prossimi passi.

Con alcuni continueremo a parlare dei progressi nelle nostre sedute di psicoterapia individuale, con altri continueremo a confrontarci nei nostri gruppi di terapia, online e in presenza.

Chi ha scelto di essere aggiornato via e-mail, ne riceverà una. E chi ha chiesto di aderire al gruppo WhatsApp ne potrà far parte (trovi il link per partecipare alla fine del form!).

Per tutti, è possibile prendersi un tempo di riflessione, compilando il prossimo form: un modo per fermarci e riflettere su come stanno andando le cose.

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